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NABA DJ ORCHESTRA

http://francosantoro.blogspot.com/2011/04/grandissimo-successo-per-la-naba-dj.html

mondobizzarropress:

MONDO BIZZARRO GALLERYpiattaforma per le arti ipercontemporanee del XXI secolopresenta> SHEPARD FAIREY. OBEY <> A PRIVATE COLLECTION <OPENING sabato 29 gennaio 2011, ore 18.30 - 22.30PERIODO 29 gennaio - 23 febbraio 2011ORARI lunedì-sabato 12.00-20.00 - domenica 16.00-20.00Mondo Bizzarro Gallery, piattaforma per le arti ipercontemporanee del XXI secolo, è orgogliosa di presentare la prima, importante mostra in Italia dedicata a SHEPARD FAIREY (OBEY). Dell’artista statunitense, universalmente noto grazie al manifesto elettorale a favore di Obama, che nel 2008 apparve sui muri di tutta l’America annunciando semplicemente «HOPE», saranno esposte sessanta opere, tra serigrafie e pezzi unici, molte delle quali rarissime e mai viste prima in Italia.SHEPARD FAIREY, artista quarantenne proveniente dalla scena dello skatebording, è stato spesso accostato alla figura storica di Andy Warhol, al quale lo accomuna non solo il lavoro con i multipli d’artista e in particolare con la serigrafia, ma anche la necessità quasi fisica di moltiplicare la propria presenza in vari settori economici e mediatici. Sono nate così negli anni le etichette di abbigliamento OBEY, la rivista «Swindle», la galleria Subliminal Projects e una miriade di altri progetti. Ma là dove Warhol ritraeva i suoi contemporanei baciati dal successo e dalla gloria Obey preferisce puntare i riflettori sull’America liberal e progressista. Il Subcomandante Marcos e Angela Davis sono stati tra i suoi soggetti, così come donne guerrigliere di ogni parte del mondo, ingentilite da fiori che spuntano immancabilmente dalle canne dei fucili.La sua ormai ventennale carriera inizia nel 1989 quando, ancora studente di design, crea la sticker campaign “Andrè The Giant Has a Posse”, tuttora in corso con la sigla “Obey Giant”, e se il punto di partenza di SHEPARD FAIREY è il fertile terreno delle subculture di strada, i suoi richiami più evidenti sono con l’artista americana Barbara Kruger e i movimenti radicali degli anni Settanta, assieme alle influenze (dichiarate) di Heidegger e Marshall McLuhan.Assieme a Banksy SHEPARD FAIREY è senz’altro la figura più conosciuta dell’Urban Art, e come l’artista britannico riesce ad attirare in egual misura tifosi e detrattori del suo lavoro. Ormai saldamente inserito nel circuito delle gallerie, oggetto di numerose e importanti acquisizioni pubbliche museali, SHEPARD FAIREY continua a far parlare di sé, a investire i suoi proventi in nuove iniziative artistiche e benefiche e ad essere una figura di punta della controcultura americana, l’unica probabilmente a finire in carcere nello stesso anno in cui riceve un pubblico ringraziamento da parte del Presidente degli Stati Uniti. Senz’altro un uomo in grado di far emergere le contraddizioni più evidenti del “sistema”.* * *Provenienti da una collezione privata romana e raccolte nel corso degli ultimi dieci anni le opere di SHEPARD FAIREY sono disponibili per la vendita. A corredo della mostra la galleria produrrà un catalogo, primo libro dedicato a SHEPARD FAIREY a uscire in italiano.

mondobizzarropress:

MONDO BIZZARRO GALLERY
piattaforma per le arti ipercontemporanee del XXI secolo

presenta

> SHEPARD FAIREY. OBEY <
> A PRIVATE COLLECTION <

OPENING sabato 29 gennaio 2011, ore 18.30 - 22.30
PERIODO 29 gennaio - 23 febbraio 2011
ORARI lunedì-sabato 12.00-20.00 - domenica 16.00-20.00

Mondo Bizzarro Gallery, piattaforma per le arti ipercontemporanee del XXI secolo, è orgogliosa di presentare la prima, importante mostra in Italia dedicata a SHEPARD FAIREY (OBEY). Dell’artista statunitense, universalmente noto grazie al manifesto elettorale a favore di Obama, che nel 2008 apparve sui muri di tutta l’America annunciando semplicemente «HOPE», saranno esposte sessanta opere, tra serigrafie e pezzi unici, molte delle quali rarissime e mai viste prima in Italia.

SHEPARD FAIREY, artista quarantenne proveniente dalla scena dello skatebording, è stato spesso accostato alla figura storica di Andy Warhol, al quale lo accomuna non solo il lavoro con i multipli d’artista e in particolare con la serigrafia, ma anche la necessità quasi fisica di moltiplicare la propria presenza in vari settori economici e mediatici. Sono nate così negli anni le etichette di abbigliamento OBEY, la rivista «Swindle», la galleria Subliminal Projects e una miriade di altri progetti. Ma là dove Warhol ritraeva i suoi contemporanei baciati dal successo e dalla gloria Obey preferisce puntare i riflettori sull’America liberal e progressista. Il Subcomandante Marcos e Angela Davis sono stati tra i suoi soggetti, così come donne guerrigliere di ogni parte del mondo, ingentilite da fiori che spuntano immancabilmente dalle canne dei fucili.

La sua ormai ventennale carriera inizia nel 1989 quando, ancora studente di design, crea la sticker campaign “Andrè The Giant Has a Posse”, tuttora in corso con la sigla “Obey Giant”, e se il punto di partenza di SHEPARD FAIREY è il fertile terreno delle subculture di strada, i suoi richiami più evidenti sono con l’artista americana Barbara Kruger e i movimenti radicali degli anni Settanta, assieme alle influenze (dichiarate) di Heidegger e Marshall McLuhan.

Assieme a Banksy SHEPARD FAIREY è senz’altro la figura più conosciuta dell’Urban Art, e come l’artista britannico riesce ad attirare in egual misura tifosi e detrattori del suo lavoro. Ormai saldamente inserito nel circuito delle gallerie, oggetto di numerose e importanti acquisizioni pubbliche museali, SHEPARD FAIREY continua a far parlare di sé, a investire i suoi proventi in nuove iniziative artistiche e benefiche e ad essere una figura di punta della controcultura americana, l’unica probabilmente a finire in carcere nello stesso anno in cui riceve un pubblico ringraziamento da parte del Presidente degli Stati Uniti. Senz’altro un uomo in grado di far emergere le contraddizioni più evidenti del “sistema”.

* * *

Provenienti da una collezione privata romana e raccolte nel corso degli ultimi dieci anni le opere di SHEPARD FAIREY sono disponibili per la vendita. A corredo della mostra la galleria produrrà un catalogo, primo libro dedicato a SHEPARD FAIREY a uscire in italiano.

violettabellocchio:

“Dal telefilm di culto anni ‘80, e dai produttori di Il cavaliere oscuro, Darren Aronofsky dirige Joseph Gordon Levitt nel ruolo di Ralph, insegnante in una cittadina di provincia che riceve dagli alieni un misterioso costume che gli dona straordinari superpoteri. Ralph è una persona normale di medie ambizioni, e tutto ciò lo manda subito in crisi, a partire dalla morosa che non gli crede e vuole fargli un esame al cervello. Non è solo il dramma della responsabilità a mandarlo in depressione, ma anche il lato pratico: i superpoteri sono difficili da controllare, e durante una dolorosa fase di training il nostro si procura una serie di fratture multiple. La morosa insiste nel volergli fare l’esame al cervello. In più si isola dagli amici e diventa intrattabile e nessuno capisce perché e lui non può spiegare. Inclusa nel pacchetto, una complessa storia di giochi di potere tra fazioni mafiose rivali che nel tragico climax finiscono per ammazzarsi tra di loro mentre Ralph, che ha ormai preso coscienza del proprio ruolo, si intromette solo per dire “è andato di là!” in momenti random. Candidato a sette Oscar, ma scandalosamente escluso da quello per Miglior Film. Colonna sonora di Trent Reznor. Durata: 158 minuti (ma esiste un director’s cut di 210′).”
(text via)   (image via)

violettabellocchio:

“Dal telefilm di culto anni ‘80, e dai produttori di Il cavaliere oscuro, Darren Aronofsky dirige Joseph Gordon Levitt nel ruolo di Ralph, insegnante in una cittadina di provincia che riceve dagli alieni un misterioso costume che gli dona straordinari superpoteri. Ralph è una persona normale di medie ambizioni, e tutto ciò lo manda subito in crisi, a partire dalla morosa che non gli crede e vuole fargli un esame al cervello. Non è solo il dramma della responsabilità a mandarlo in depressione, ma anche il lato pratico: i superpoteri sono difficili da controllare, e durante una dolorosa fase di training il nostro si procura una serie di fratture multiple. La morosa insiste nel volergli fare l’esame al cervello. In più si isola dagli amici e diventa intrattabile e nessuno capisce perché e lui non può spiegare. Inclusa nel pacchetto, una complessa storia di giochi di potere tra fazioni mafiose rivali che nel tragico climax finiscono per ammazzarsi tra di loro mentre Ralph, che ha ormai preso coscienza del proprio ruolo, si intromette solo per dire “è andato di là!” in momenti random. Candidato a sette Oscar, ma scandalosamente escluso da quello per Miglior Film. Colonna sonora di Trent Reznor. Durata: 158 minuti (ma esiste un director’s cut di 210′).”

(text via)   (image via)

A brief history of pain

 

Gianni Politi A brief history of pain
a cura di | curated by Gianluca Marziani & Maria Letizia Bixio
14.01.2011 | 05.03.2011CO2 contemporay art | Via Piave 66 | 00187 Roma | Italy | www.co2gallery.com | info@co2gallery.com

Il falso Pop Surrealismo

(Fonte: francosantoro.blogspot.com)

Sten&Lex Portrait Exibition

 


In occasione della pubblicazione di Stencil Poster, diciassettesimo capitolo della collana 36 chambers, Venerdì 17 Dicembre alle ore 17CO2 e Drago presentano le 83 tavole originali, create da Sten&Lex per la realizzazione del libro, nella mostra dal titolo 17th.

Paul Zone in mostra alla Mondo Bizzarro Gallery

4 - 22 Dicembre 2010
MONDO BIZZARRO GALLERYarte contemporanea
presenta
Paul ZoneRoaring Underground of New York (1972-1977)